LA STORIA DEL PARQUET: IL MEDIOEVO E L’ESTETICA DEL LEGNO

Nel Neolitico il legno copriva la terra e proteggeva dal freddo, in epoca romana appaiono le prime geometria di posa del parquet, nel Medioevo si sviluppa un’estetica del legno, usato anche con l’unico scopo di decorare. Per la prima volta nacque la moda di accostare tavole di colore e legni diversi. Le prime testimonianze di decorazioni e geometrie realizzate con tipologie lignee e colori differenti risalgono al basso Medioevo, quando si svilupparono le civiltà della penisola scandinava e delle isole britanniche. Questa tradizione si diffuse nella Francia settentrionale attorno al XII secolo, dove con il tempo si raffinò sempre più: con gli anni, artisti dalla fantasia creativa svilupparono la tecnica dell’intarsio proponendo decorazioni e figurazioni anche di grande valore. Il pavimento in legno quindi, segue la storia dell’umanità, adeguandosi via via alle nuove tecnologie costruttive. Più in generale, poco prima dell’anno Mille la maggior parte dei Paesi nordici con un clima rigido adottò il pavimento in legno, migliorati qualitativamente dall’evoluzione delle lavorazioni. Le specie più lavorate erano proprio quelle più facilmente rintracciabili in quei luoghi: l’abete, il larice, il pino, la quercia.

IL LEGNO NEL MEDIOEVO

 

Il legno è un materiale molto usato nel Medioevo: oltre che per le opere di carpenteria vere e proprie, viene impiegato nella realizzazione di utensili di vario tipo, per le palizzate di difesa, le imbarcazioni, i mulini, come combustibile. Sono numerose le figure professionali che ruotano attorno alla lavorazione del legno in epoca medievale: taglialegna, segatori, carpentieri, architetti, falegnami, muratori. Per loro, era difficile trovarsi senza lavoro: la maggior parte degli edifici e dei monumenti erano realizzati completamente in legno. Tetti, solai, pareti, porte, finestre, scale, impalcature e, ovviamente, pavimenti erano lignei. Anche i mobili erano di legno: sedie, armadi, letti, tavoli, suppellettili. Erano di legno anche le impalcature usate per la costruzione degli edifici, tenute insieme da corde realizzate con una resina estratta dal tiglio, oppure da rami flessibili di larice o quercia.

UN’EDILIZIA ESCLUSIVAMENTE IN LEGNO

È nel cuore della Pianura Padana che, nei secoli centrali dell’Alto Medioevo, si afferma un’edilizia esclusivamente in legno: Ferrara, Piadena, Poviglio, Manerbio e Fidenza su tutti. Si tratta di centri di nuova fondazione, privi di stratificazioni precedenti da cui recuperare materiale, ma vicini a boschi ricchi di querce e altre piante adatte alle costruzioni. La tecnica edilizia più diffusa, però, è quella mista, che unisce legno e altri materiali di origine vegetale e tratti di murature antiche di recupero: da molti studiosi è stata definita “edilizia di sussistenza”, dovuta alle condizioni di decadenza economica del tempo. Come è facile immaginare, un utilizzo così ampio del legno portò presto a una penuria di questo prezioso materiale. Nei pressi delle rinate città medievali, pochissimi erano i boschi, che erano comunque custoditi gelosamente dal re e dai feudatari che li possedevano.

LE STAVKIRKE, LE CHIESE MEDIEVALI DOVE TUTTO È DI LEGNO

La Stavkirke di Urnes

Una stavkirke è una chiesa medievale costruita interamente in legna. Assi verticali per le pareti, assi portanti per i soffitti, orizzontali per i pavimenti. Tutte le stavkirke esistenti, eccetto una, si trovano in Norvegia – a oggi sono 28 le stavkirke originali conservate –, ma chiese simili erano comuni in tutta l’Europa nord orientale (si consideri la diffusione nel Cristianesimo anche in quelle zone). Scavi archeologici hanno mostrato che le stavkirke, oggi rappresentate al meglio dalla Stavkirke di Borgund, discendono dalle palizzate e dalle successive chiese di pali interrati. I ceppi venivano tagliati in due parti, piantati nel terreno e coperti da un tetto: costruzioni semplici, ma molto resistenti. Il legno è l’unico materiale utilizzato nelle stavkirke: perfino i chiodi sono in legno. Gli unici componenti non di legno sono i cardini delle porte. Le radici di questa architettura vanno ricercate nell’era vichinga, perfezionata nei secoli successivi. La Stavkirke di Urnes è la più antica: risalente circa al 1.130, nel 1.979 venne dichiarata Patrimonio Unesco.