TREND TOPIC: IL PARQUET ECOSOSTENIBILE

Scegliere un parquet ecosostenibile è diventato un imperativo categorico: a fronte di una domanda sempre crescente di legno per pavimenti, si è sviluppata anche la necessità di avere un legno controllato e certificato.
La tendenza si conferma quest’anno: la ricerca dell’ecosostenibilità si declina in tutti gli aspetti della vita, e l’arredamento indoor e outdoor non fanno eccezione. Il legno, materiale naturale, è una scelta obbligata: vediamo insieme a quali accorgimenti prestare particolare attenzione per essere sicura della bontà – e della sostenibilità – della propria scelta in fatto di parquet ecosostenibili per interni e parquet ecosostenibili per esterni.

LEGNI A KM 0

Quando si parla di legno controllato, il riferimento è a legni provenienti da foreste a taglio controllato e a Km 0. Cosa significa legno a Km 0? Significa che quel legno è stato raccolto vicino agli impianti di produzione. Per un parquet ecosostenibile, il consiglio è prediligere legni italiani, che per raggiungere il loro luogo di destinazione fanno meno strada rispetto, per esempio, a quelli asiatici o americani. Favorire l’utilizzo di legni a Km 0 abbatte i fattori inquinanti derivanti dal trasporto. Non solo: i legni italiani – e quelli europei in generale – provengono da foreste gestite secondo le norme ambientali comunitario. È più probabile, dunque, che si tratti di parquet certificati.

I PARQUET CERTIFICATI

Parlando di parquet ecosostenibile certificato, i riferimenti a cui attenersi sono due: la certificazione FSC e la certificazione PEFC.

  • FSC: la certificazione FSC identifica i prodotti contenenti legno proveniente da foreste gestite in maniera corretta e responsabile secondo rigorosi standard ambientali, sociali ed economici. Non solo: significa anche che la foresta di origine è stata controllata e valutata in maniera indipendente in conformità a questi standard, stabiliti ed approvati dal Forest Stewardship Council tramite la partecipazione e il consenso delle parti interessate. FSC rilascia tre tipi di certificazioni: Gestione Forestale (Forest Management, FM), Catena di Custodia (Chain of Custody, CoC) e Legno Controllato (Controlled Wood, CW). I diversi tipi di certificazione sono collegati alle differenti componenti dei prodotti forestali, le fasi di produzione e il successivo avanzamento dei prodotti attraverso la catena di custodia.
  • PEFC: con “certificazione della gestione forestale” si intende una procedura di verifica riconosciuta e collaudata che conduca all’emissione, da parte di un organismo indipendente, di un certificato che attesta che le forme di gestione boschiva rispondono a determinati requisiti di sostenibilità.

I due sistemi sono equivalenti: entrambi garantiscono che i prodotti derivano da gestioni forestali sostenibili e permettono di risalire al luogo in cui quei legni sono stati tagliati e a quali lavorazioni sono stati sottoposti.

I LEGNI PER PARQUET DA PRIVILEGIARE

Come detto, è consigliabile scegliere legni di alberi a Km 0. Greenpeace, nello specifico, ha pubblicato per i consumatori una Guida alla scelta del legno, che spiega come usare materiale naturale senza distruggere le foreste. Perché i vantaggi del legno, sottolinea l’organizzazione ambientalista, sono tanti: non inquina, può ricrescere, può essere ricavato ecologicamente, può durare molto a lungo, è biodegradabile e al termine del suo utilizzo può essere reimmesso nel ciclo naturale. Nella guida Greenpeace spiega, specie per specie, da dove viene il legno e quali sono le minacce per le foreste. Un semaforo verde, rosso o arancione indica vantaggi e pericoli delle specie più diffuse sul mercato italiano. Tra le specie da privilegiare, abete, faggio e castagno, naturalmente di origine italiana.

IL BAMBÚ, UNA PIANTA CHE CRESCE VELOCEMENTE

Luce verde anche per il bambù, pianta che cresce rapidamente – anche un metro al giorno – e la cui raccolta, proprio per questo motivo, non è causa di deforestazione. Nello specifico, il bambù è indicato per rivestire gli spazi outdoor dei contesti residenziali o soggetti a grande calpestio, bordi piscina, lungomare e luoghi con condizioni climatiche anche estreme grazie a speciali termo trattamenti in fase di lavorazione che ne aumentano la resistenza alle intemperie.

GLI ALLEATI DEL PARQUET ECOSOSTENIBILE

Una volta scelto un legno ecosostenibile – e di conseguenza un parquet ecosostenibile –, è necessario optare per alleati altrettanto validi quando si parla di posa, finitura, e manutenzione del parquet.

  • La posa incollata è la più diffusa, grazie alla sua praticità. È consigliato utilizzare una colla senza sostanze tossiche e privilegiarne una ecologica, senza solventi e a basse emissioni di composti organici volatili. Attenzione, sempre, alla scheda tecnica del prodotto: vale come sempre la regola “leggere l’etichetta”.
  • Per quello che riguarda la finitura del parquet ci sono diverse possibilità: vernice, cera, olio. Anche in questo caso, perché il nostro pavimento in legno sia ecologico, i prodotti usati per la finitura devono essere esenti da sostanze nocive. Per approfondire, consigliamo la lettura del nostro articolo: Vernici per parquet ad acqua, finiture a olio e finiture a cera: tutto quello che c’è da sapere.

LA LINEA DI VERNICI PER PARQUET SOLID DI RENNER ITALIA

Vernici all’acqua che rispettano uomo e natura, rispettose del posatore e di chi, quotidianamente, vive la casa: sono i prodotti – vernici per parquet, oli per parquet, cere per parquet e prodotti ausiliari – della linea Solid di Renner Italia. I chimici di Renner hanno cancellato il 95% delle esalazioni di solvente e reso completamente atossici i ritrovati per la decorazione e la protezione del legno. La tecnologia verde alla base della gamma Solid si ispira alle linee guida del progetto Rennerlab – Eco Friendly. Il progetto Rennerlab – Eco Friendly ha l’ambizione di costruire un contesto salubre per chi sceglie il legno quale elemento costitutivo dei propri luoghi. I suoi obiettivi sono:

  • l’abbattimento delle emissioni;
  • l’eliminazione delle sostanze nocive;
  • l’innalzamento della qualità dell’aria indoor;
  • la creazione di luoghi più sani e vivibili;
  • la compartecipazione alle politiche di risparmio di materiali e di energia.