È vero che basta una noce per togliere i graffi dal parquet?

 In evidenza

Il parquet, come sappiamo bene, è una delle tipologie di pavimento più affascinanti e desiderabili per la casa. Richiede, tuttavia, una certa manutenzione, così da preservarne il più a lungo possibile la naturale bellezza. Uno degli inconvenienti più diffusi, quando si ha un pavimento in legno, sono i graffi. Oggetti che cadono, mobili pesanti che si spostano, scarpe coi tacchi, animali domestici, giocattoli dei bambini: i pericoli in agguato sono molti. La miglior cura, come sempre succede, è la prevenzione. Ma come si ripara un parquet graffiato? In caso di segni profondi ed evidenti, è sempre il caso di chiamare un professionista, ma per piccole abrasioni e rigature si può tentare un rimedio casalingo. In rete si parla molto dell’utilizzo di una noce, una semplice noce per togliere i graffi dal parquet.
Si tratta sicuramente di una soluzione naturale, ecologica e a costo quasi zero, ma funziona davvero?

Come fa la noce a togliere i graffi dal parquet?

Dettaglio del gheriglio di una noce, con altre noci che si intravedono dietro

Come si può vedere in alcuni video diffusi in rete, basta semplicemente strofinare il gheriglio di una noce — cioè la parte commestibile — sul graffio per farlo “magicamente” sparire.
Perché succede? Il seme della noce, che è poi l’unica parte che mangiamo, è ricco di oli naturali. Sfregandolo sul legno, gli oli vanno a sprigionarsi, riempiendo, insieme a un po’ di polpa, il solco del graffio e rendendolo di fatto quasi invisibile.
Si tratta un vecchio rimedio, conosciuto da tempo, che va benissimo su qualsiasi manufatto in legno naturale.

È anche — molto in piccolo — lo stesso principio che vale per la finitura a olio per parquet. A differenza della vernice, che protegge meglio e più a lungo, l’olio ha il vantaggio di poter essere immediatamente ripristinato. La sua azione protettiva da graffi, urti e sporco è di più breve durata, questo è vero, ma per riportare il parquet al suo naturale splendore bastano un paio di mani, senza dover carteggiare, anche solo nella zona interessata dal problema.
In caso di graffi, dunque, con un parquet oliato non c’è bisogno di noci. Soprattutto se gli oli sono quelli specifici e di altissima qualità della gamma Solid di Renner Italia, come SolidOil, a effetto naturale, SolidOilNature, per i parquet chiari, SolidOilLux, a effetto lucido, e SoliDeck, per il parquet da esterno.

Il procedimento

Dettaglio di un graffio su un parquet

  • Ci si procura una noce. È bene che sia fresca ma anche abbastanza matura.
  • Si apre il guscio e si toglie il gheriglio, pulendolo con cura e facendo attenzione a non lasciare frammenti di guscio, che potrebbero graffiare ulteriormente il pavimento.
  • Sarebbe meglio sbucciare — per quanto possibile — anche il gheriglio. La buccia, infatti, è secca.
  • Si strofina il gheriglio sul graffio come se fosse una gomma per cancellare. È importante seguire il verso delle venature del legno. Attenzione a non premere troppo!
  • Dopo l’intervento, si attende qualche minuto e poi si passa un panno pulito e morbido sull’area interessata.

Va ricordato che questa soluzione è adatta solo per graffi molto piccoli e superficiali. In caso di danni più importanti, occorre necessariamente rivolgersi a un professionista.
Per quanto riguarda le essenze, la noce può essere impiegata su tutti i parquet più comuni: rovere, ciliegio, frassino e — ovviamente — noce. Per altre tipologie, meglio chiedere direttamente all’azienda produttrice o al posatore.

Meglio prevenire che curare

Un luminoso salotto con mobili vintage di diversi colori, parquet e grande tappeto chiaro

Quando ci sono di mezzo il caso e la sfortuna, talvolta i graffi sono inevitabili. Ma in molti altri casi si possono prevenire, attraverso scelte, comportamenti e soluzioni che si possono prendere fin dal momento della scelta del parquet.
Vediamo quali sono:

  • Se si hanno in casa animali domestici (soprattutto di taglia grande) o bambini piccoli, è fondamentale puntare su essenze più resistenti, come il doussié, l’iroko, ma anche il classico rovere.
  • Se si ha un cane, tagliargli regolarmente le unghie. Chi invece ha un gatto, può provare a insegnargli a usare il tiragraffi.
  • Non indossare i tacchi in casa.
  • Adoperare tappeti nelle zone di maggior calpestio
  • Applicare gli appositi feltrini ai mobili più pesanti e alle sedie.

Due mani femminili applicano un feltrino circolare sotto la gamba di una sedia bianca metallica

Dettaglio di una tavola in legno tropicale