Perché il parquet cambia colore?

Il colore di un parquet è una delle principali caratteristiche che influiscono sulla scelta di quale pavimentazione in legno installare. Tuttavia è inevitabile che tale colore si trasformi nel corso del tempo. Non si tratta di scarsa qualità del materiale: è un processo del tutto naturale. Il legno è un elemento vivo, che respira, si allarga e si restringe, ed è sensibile all’umidità e alla luce. Vediamo, quindi, perché il parquet cambia colore e cosa possiamo fare per assecondare nel miglior modo possibile questa evoluzione.

La costante variazione cromatica si chiama ossidazione. Essa avviene quando i raggi UV colpiscono le cellule degli strati superficiali del pavimento causando il degrado delle lignine, cioè i composti chimici organici che, insieme alla cellulosa, costituiscono il legno.
Questo processo è irreversibile: una volta mutato, non si può più tornare al colore originario.
Il parquet solitamente tende a scurirsi o a uniformare le venature e le sfumature presenti, ma non sempre è così.

Come ossidano i vari tipi di legno

Come ossidano i vari tipi di legno quando un parquet cambia colore

Non tutte le specie legnose hanno lo stesso comportamento. In alcuni tipi di legno l’ossidazione è più marcata, mentre in altri meno.

  • Legni europei (il faggio, l’abete, il larice, ecc.): hanno una moderata ossidazione che tenderà a far virare il legno verso tonalità più calde, senza scurirlo molto.
  • Legni africani (il doussié, l’iroko, l’afrormosia, il cabreuva incenso) e noce americana: hanno un’ossidazione più intensa e decisa. Tenderanno a scurirsi in maniera sensibile.
  • Il parquet in rovere: è un tipo di legno a bassa ossidazione e di solito si usa per le pavimentazioni dove il sole batte direttamente.
  • Il parquet in noce: è un legno che parte da una tonalità molto fredda e quando si ossida tende ad un marrone caldo con una punta di rosso.

Questi, in linea di massima, i processi di ossidazione delle varie specie legnose, ma dobbiamo sempre ricordare che utilizziamo un prodotto naturale che varia da pianta a pianta, da tavola a tavola. La bellezza del pavimento in legno sta proprio nella sua unicità.

Il parquet cambia colore già dopo la posa

Qualche suggerimento per quando il parquet cambia colore

Il primo, importante e più evidente fenomeno di ossidazione avviene nel periodo immediatamente successivo alla posa. Il colore tenderà a stabilizzarsi dopo 3-6 mesi.
A tale scopo vengono sviluppati processi che uniformano il grado di ossidazione sia come finiture applicate su legni grezzi — quindi verniciati dopo la posa negli ambienti domestici — sia con la posa di materiale già stabilizzato, detto prefinito.

Rimane il fatto che intensità e velocità dipendono, come abbiamo visto, dal tipo di legno, ma anche da altri fattori, come l’esposizione al sole, la finitura del parquet e i prodotti utilizzati per manutenzione e pulizia.

Come proteggere un parquet che cambia colore nel corso degli anni

Tratta un parquet che cambia colore

Per fare in modo che la trasformazione avvenga nel modo più uniforme possibile, ed evitare il formarsi di zone differenti le une dalle altre, si possono adottare alcuni accorgimenti.

  • Cambiare di tanto in tanto posizione a mobili e tappeti: questo permetterà di omogeneizzare le aree colpite dalla luce e direttamente a contatto con l’aria. Può essere complicato o del tutto impossibile farlo con gli arredi più pesanti e quelli su misura, ma per divani, poltrone, tavoli e tavolini è sicuramente più praticabile. Può anche diventare l’occasione per dare una rinnovata all’assetto di un ambiente.
  • Utilizzare per le finiture prodotti di qualità che contengono speciali filtri UV, proteggendo il colore naturale del legno.

Le finiture a olio e a vernice della gamma Solid hanno il filtro UV

I prodotti Solid per prendersi cura di un parquet che cambia colore

I prodotti della gamma Solid di Renner Italia sono ideali per mitigare l’ossidazione.
Che si scelga una finitura a olio o a vernice (qui spieghiamo bene le differenze), tutte quante presentano degli speciali filtri UV che proteggono la tinta naturale del legno ed evitano gli ingiallimenti.

  • Tra le finiture a olio si può optare per SolidOil, l’olio traspirante opaco a effetto naturale, indicato per tutti i tipi di legno. Per le essenze chiare, invece, SolidOilNature è un olio e effetto sbiancato altamente opaco, che aiuterà a preservare nel tempo quel grado di naturalezza tanto ricercato nel mercato attuale.
  • Tra le finiture a vernice a base d’acqua c’è SolidZero, ad altissima opacità e particolarmente indicata per legni chiari e per chi cerca un effetto di legno totalmente naturale sia dal punto di vista visivo che al tatto, ma mantenendo un grado di protezione massimo rispetto a ciò che oggi è disponibile sul mercato. Oppure, se si ama un pavimento semi-brillante (50 gloss), c’è SolidCrystal. Per una finitura classica e calda c’è SolidClassic, vernice all’acqua 20 gloss, altamente trafficabile. Infine, per preservare l’effetto naturale del legno, si può usare SolidNature, finitura a 5 gloss.

Piccola nota finale: la bellezza, la preziosità e l’unicità del legno stanno anche e soprattutto nella sua continua trasformazione ed evoluzione, in quanto materiale vivo. Impariamo ad apprezzarne il valore e a trattarlo con tutta la cura necessaria.

Prendersi cura del parquet che cambia colore

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