LA STORIA DEL PARQUET: IL PAVIMENTO DI LEGNO ALLA CORTE DEL RE SOLE

La data ufficiale del primo, vero, parquet è il 1534, quando l’architetto Jules Menard fece costruire il un pavimento in legno appositamente per Francesco I, re di Francia dal 1515 alla sua morte, il 31 marzo 1547. Il termine parquet, però, a quel tempo ancora non era nato. “Parquet” deriva da parc, ovvero “parco”. Parquet era anche il termine utilizzato alla Reggia di Versailles per indicare il “piccolo parco” chiuso della Grand Chambre in cui si tenevano le udienze dei procuratori del re Luigi XIV, il Re Sole. Pavimentata in legno, portò il vocabolo a trasformarsi in sinonimo di pavimento in legno. Nel XVII secolo il parquet era già diventato di moda nelle case di lusso: tra i legni più utilizzati, il rovere, il faggio, l’acero, il noce, il castagno e il ciliegio. Come detto, gli aristocratici furono i primi ad abbellire i loro palazzi con il parquet, ma piano piano questo tipo di pavimentazione si diffuse anche tra la borghesia.

IL PARQUET DELLA REGGIA DI VERSAILLES

Il pavimento in legno della Reggia di Versailles è l’indiscusso re di tutti i parquet: nella meravigliosa tenuta si presenta sia nella forma di parquet a spina di pesce, sia nelle particolarissime quadrotte.

  • La spina di pesce – in questo caso nella variante alla francese, proprio perché presente a Versailles – è invece una giustapposizione di listelli della stessa misura con le teste appoggiate le une alle altre per formare un angolo di 45°.
  • La posa a quadrotte è costituita formata da pannelli di legno preassemblati intrecciati tra loro a formare un motivo diagonale all’interno di una cornice chiamata quadrotto. Intarsi e cornice possono essere della stessa essenza della cornice o di essenze diverse per accentuare il contrasto tra i listelli. Il legno utilizzato è la quercia: la sua proverbiale resistenza trova la conferma nel suo aspetto attuale, non provato dai milioni di passi dei visitatori che, da allora, hanno calcato quelle stupefacenti geometrie.

LA REGGIA DI VERSAILLES

Il castello di Versailles è l’antica residenza reale dei Borbone di Francia, sorta a una ventina di chilometri da Parigi per volere di un giovane Luigi XIV desideroso di allontanarsi dalla capitale e dai suoi cittadini. Il Re Sole vi trasferì la residenza nel 1682: fu la sede del potere politico del regno di Francia sino alla vigilia della Rivoluzione francese, quando la famiglia reale non fu costretta a tornare a Parigi. Versailles si sviluppa si una superficie di oltre 63 mila metri quadrati; il parco di estende su 815 ettari, con 93 giardini e numerosi elementi architettonici.  Nel 1979 la reggia è divenuta patrimonio Unesco.

NON SOLO PARQUET: IL LEGNO AL CASTELLO DI VERSAILLES

Come è facile immaginare, non è il pavimento l’unica cosa in legno del palazzo di Versailles. Per esempio, è in legno il palco dell’Opera Royal di Versailles, il teatro interno alla reggia inaugurato, dopo molte traversie, il 16 maggio 1770. Voluto da Luigi XIV, vide la luce sotto il successore, il nipote Luigi XV.

Sono in legno dorato le leggiadre figure femminili che reggono cornucopie con candelabri di cristallo di rocca che scandiscono i metri della mirabile Galleria degli Specchi. Settantatré metri di lunghezza, oltre 10 di larghezza e più di 12 in altezza: alle 17 finestre arcuate che si affacciano verso il giardino fanno da contraltare altrettante finte porte, decorate di specchi a riquadri smussati ai lati e incorniciati d’ottone cesellato e dorato. Quattro di queste porte mettono in comunicazione l’Appartamento del Re.

Un unico blocco di raro e costosissimo marmo rosso proveniente dal Belgio lavorato da tre scalpellini per un anno: un ottagono dal diametro di tre metri, con gradini che permettevano di scendere e poi di sedersi immersi nell’acqua, inserito nel pavimento di una stanza rivestita di marmi policromi, sostituiti da pannelli di legno nel XVIII secolo. Era la Sala da Bagno di Versailles, prediletta da Luigi XIV che lì, tra quel marmo e quel legno, amava concedersi i suoi bagni all’essenza d’arancia. In un secondo momento divennero gli appartamenti privati di Madame de Montespan, favorita del Re Sole. Ma quando la sala divenne la camera da letto di uno dei figli della Montespan, la meravigliosa vasca di marmo fu coperta da un pavimento di legno, finché Luigi XV non la donò alla sua amante Madame de Pompadour.